
Physalis alkekengi - Solanaceae (ENG/ITA)
Physalis alkekengi - Solanaceae (ENG)
Physalis alkekengi, commonly known as physalis, is a perennial herbaceous plant belonging to the Solanaceae family.
It is characterized by its elegant, rhizomatous growth habit and the production of the famous orange membranous calyxes that envelop the ripe, lantern-like berries.

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Cultivation is relatively simple: the plant tolerates cold well but requires a minimum temperature of about 5°C, above which it can suffer vegetative damage.
It prefers loose, well-drained soil and sunny or partially shaded locations.
The balsamic period, the time when the plant concentrates the maximum amount of active ingredients, occurs in October, when the fruits reach full ripeness and the calyxes take on their typical intense color. It is precisely at this stage that the physalis shows its maximum ornamental and nutritional value.
From a phytochemical standpoint, the plant contains several compounds of interest: solanine, citric acid, physalin, physaliene, and carotenoids. The presence of solanine, typical of many Solanaceae, explains the species' moderate toxicity: the rhizome and leaves are toxic and should not be consumed.
Furthermore, taking Physalis alkekengi preparations is incompatible with diuretic medications and is not recommended during pregnancy or breastfeeding. Before using any herbal product, it is always advisable to consult a doctor or qualified professional.
The beneficial properties traditionally attributed to the plant primarily concern its diuretic action, while the only confirmed and safe activity is the use of the ripe seeds, which can be consumed as a food, similar to other species of the Physalis genus.
It is important not to confuse Physalis alkekengi with Physalis ixocarpa, which produces a much larger berry and is used in gastronomy, especially in Mexican cuisine.
Among the traditional preparations is a special medicinal wine, obtained by macerating 25 g of mannitol and 30 g of ripe seeds in 1 liter of enolyte (900 ml of white wine and 100 ml of 96% alcohol) for 15 days.
The filtrate can be kept for about six months. In herbal tradition, it was used to promote diuresis and combat water retention, but any internal use requires caution and medical supervision.
The physalis also has strong symbolic and cultural value. In Japan, the fruit is consumed during the celebration of O-Bon, the festival dedicated to the commemoration of the dead.
During this celebration, rivers are illuminated by hundreds of floating lanterns, and it's no surprise that the name "physalis" derives from the Arabic al-kakang, a term that recalls Chinese lanterns, which the plant's orange calyxes strikingly resemble.
Ornamental plant, marginal food, cultural symbol and object of herbal traditions: Physalis alkekengi continues to exert a particular fascination, suspended between aesthetics, history and botany.

Physalis alkekengi - Solanaceae (ITA)
Physalis alkekengi, comunemente noto come alchechengi, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanaceae.
Si caratterizza per un portamento elegante, rizomatoso, e per la produzione dei celebri calici membranosi arancioni che avvolgono le bacche mature, simili a piccole lanterne.

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La coltivazione è relativamente semplice: la pianta tollera bene il freddo ma richiede una temperatura minima di circa 5 °C, oltre la quale può subire danni vegetativi.
Predilige terreni sciolti, ben drenati e posizioni soleggiate o di mezz’ombra.
Il periodo balsamico, cioè il momento in cui la pianta concentra la massima quantità di principi attivi, cade in ottobre, quando i frutti raggiungono la piena maturazione e i calici assumono la tipica colorazione intensa. È proprio in questa fase che l’alchechengi mostra il suo massimo valore ornamentale e alimentare.
Dal punto di vista fitochimico, la pianta contiene diversi composti di interesse: solanina, acido citrico, fisalina, fisaliene e carotenoidi. La presenza di solanina, tipica di molte Solanaceae, spiega la tossicità media della specie: rizoma e foglie sono tossici e non devono essere consumati.
Inoltre, l’assunzione di preparati a base di Physalis alkekengi è incompatibile con farmaci diuretici e sconsigliata in gravidanza e allattamento. Prima di utilizzare qualsiasi prodotto fitoterapico è sempre opportuno rivolgersi a un medico o a un professionista qualificato.
Le proprietà benefiche tradizionalmente attribuite alla pianta riguardano soprattutto l’azione diuretica, mentre l’unica attività confermata e sicura è l’uso alimentare dei semi maturi, che possono essere consumati come alimento, analogamente ad altre specie del genere Physalis.
È importante non confondere Physalis alkekengi con Physalis ixocarpa, che produce una bacca molto più grande e viene utilizzata in gastronomia, soprattutto nella cucina messicana.
Tra le preparazioni tradizionali figura un particolare vino medicamentoso, ottenuto facendo macerare 25 g di mannitolo e 30 g di semi maturi in 1 litro di enolito (900 ml di vino bianco e 100 ml di alcol a 96°) per 15 giorni.
Il filtrato si conserva per circa sei mesi. Nella tradizione erboristica veniva impiegato per favorire la diuresi e contrastare la ritenzione idrica, ma qualsiasi utilizzo interno richiede prudenza e supervisione medica.
L’alchechengi possiede anche un forte valore simbolico e culturale. In Giappone, il frutto viene consumato durante la celebrazione dell’O-Bon, la festa dedicata alla commemorazione dei defunti.
Durante questa ricorrenza, i fiumi vengono illuminati da centinaia di lanterne galleggianti, e non sorprende che il nome “alchechengi” derivi dall’arabo al-kakang, termine che richiama proprio le lanterne cinesi, cui i calici aranciati della pianta assomigliano in modo sorprendente.
Pianta ornamentale, alimento marginale, simbolo culturale e oggetto di tradizioni erboristiche: Physalis alkekengi continua a esercitare un fascino particolare, sospeso tra estetica, storia e botanica.
Sources - Fonti : https://www.santagostino.it/magazine/alchechengi/ https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/alchechengi/
